Arrivai a casa sua una giornata di autunno e a Berlino cominciavano a cadere le foglie arancio dagli alberi e lentamente scivolavano sulla strada formando una corte pesante che faceva venir voglia di buttarcisi dentro e come una bambina lanciarne una in aria e un'altra ancora, e un'altra ancora.
Subito dopo la mia scarcerazione, un secondo dopo che mi tolsero le manette la cercai. Telefonate, lettere, feci di tutto per contattarla, per poter riabbracciare la mia bambina, ma ogni mio tentativo fu vano, non la trovai più fino a quando non mi arrivò una sua lettera contente solamente il suo nuovo indirizzo. Berlino. Scappata dalla California, dai Sant'Ana, dagli oleandri. Da quel gentil fiore che ci ha separate per così tanto tempo. Oh, Astrid da quanti anni non mi guardavi più negli occhi? Da quanto tempo non respiravi la stessa aria di colei che ti ha creato? Cercavo un numero di telefono, otto cifre o poco più che mi avrebbero fatto riabbracciare la mia Astrid. Lo trovai.
La chiamai.
Cornette riattaccate in faccia, fu l'unica cosa che ricevetti in cambio al mio gesto. Mi feci forza, feci le valige e presi un aereo. Ore ed ore di viaggio in cielo accarezzata dalle nuvole soffici che ci circondavano. Solo per rivederla almeno una volta prima della fine di tutto.
Avevo bisogno di vederla, lo sentivo nel cuore, nelle ossa, nel sangue. Era più forte di me, pur sapendo che mi odiava avevo bisogno di accarezzarle i capelli e di sentire quel suo profumo di ancora bambina.Dovevo vedere i suoi occhi che mi guardavano pieni di ammirazione prima che successe. Ballare insieme a lei nella luce della luna che riflette sulla nostra pelle candida proveniente dai vichinghi, da cui abbiamo origine. Io e lei. Due donne forti, anche lei ormai.Raggiunsi la sua porta titubante. Un palazzone, un appartamento piccolo, logoro, sporco.
**
Entro in questo buco un po' intimorita. Fogli sparsi ovunque, per terra, sul letto, sulla poltrona. Ci sono pochi mobili in questo monolocale e molto freddo. L'atmosfera che respiro è fredda. Non c'è più quella complicità che c'era un tempo. Dov'è finita la mia Astrid? Davanti a me c'è una donna fredda, che non prova amore nei confronti di sua madre. Un ragazzotto dai capelli scuri viene verso di me e mi porge una mano sporca.La stringo titubante.
Lei tiene le braccia incrociate. La canottiera bianca di cotone è sporca di pittura blu e rossa. Gli occhi spenti, tristi. Quante ne hai passate Astrid in questi anni senza di me? Ti sono mancata almeno un po'?
Mette del tè a bollire e sempre stando in silenzio dopo qualche minuto me ne versa un po' in una tazza.
Perchè non mi hai risponsto mai al telefono, Astrid?
Silenzio.
Qualche parola.
Un ti voglio bene sussurrato appena e un abbraccio.
Mi ami ancora Astrid, sono ancora la tua casa. Come ho potuto dubitarne anche solo per un istante.
«Ma la luna...? l'hai vista la luna?»
«Luna occhio di cornacchia.»
«Luna faccia di bambina.»
Parliamo di qualsiasi cosa ci venga in mente.
E con quegli occhi tristi, da bambina abbandonata mi dice
«Mi hai fatto male, mamma. Davvero tanto. Ho sofferto per colpa tua. Li vedi queste cicatrici?
Bianchi solchi profondi le incidono il volto. Chi le ha potuto fare tanto male?
«Sei stata tu a procurarmele, abbandonandomi. Non volevo più vedere la tua bellezza riflessa dentro di me, non volevo più essere bella. Quei cani hanno solo ascoltato le mie preghiere.
E Claire, tu l'hai uccisa, dì la verità.
Volevo solo che tu fossi solo mia, Astrid, non volevo dividerti con nessuno.
Mi metto le mani nei capelli e inclino leggermente la testa verso destro, per guardare meglio quegli occhi lucidi a cui sta ordinando di non lacrimare, almeno ora, non vuole farmi vedere la sua debolezza.
Non piangere Astrid.
Posted by IngridMagnussen at 18:42
Posted by AstridMagnussen at 16:37
Beauxbatons is OnLine since
December,
9th 2005
Owners: Astrid e Ingrid Magnussen
Res: 1024x768
Partecipanti: 2
Counter: *loading*
Volete iscrivervi? Bene
mandatemi un e.mail a questo indirizzo:
clicca
qui
con i seguenti dati:
- Nome:
- Email:
- Nome del Personaggio:
- Breve storia del personaggio (se originale):
- Username con il quale ci si è registrati in splinder (deve essere quello del
personaggio da voi scelto):
- Immagine scelta per il personaggio (se originale):
Ricordo inoltre che quando mi manderete l'email di iscrizione dovrete già essere iscritti a splinder con il nick del vostro personaggio e dovrete inserire nella mail l'username attivo e funzionante.
under construction
Questo blog è basato sul libro Oleandro Bianco di Janet Fitch.
L’oleandro è una pianta velenosa. Lo sa bene Ingrid Magnussen , che non
esita con esso ad uccidere l'amante Barry , colpevole di averla
rifiutata e umiliata. La bellissima donna, artista e poetessa di successo,
orgogliosa ed egocentrica, che si vanta della propria forza e indipendenza, ha
una figlia dodicenne, Astrid , che l’adora. Astrid vede nella
madre e nel suo stile di vita bohémienne, l’ideale della perfezione. Ingrid
viene riconosciuta colpevole di omicidio e rinchiusa in prigione: per Astrid,
già traumatizzata dall’evento e che si figura la madre come una vittima
innocente, inizia un lungo periodo scandito dagli affidi.
Così, tra le madri adottive, troviamo: una nevrotica Starr ex
spogliarellista, ex alcolizzata, ossessionata da Dio, ossessionata dal
‘collezionare’ figli, gelosa del compagno che dimostra particolari attenzioni
nei confronti di Astrid, fino alle tragiche conseguenze; una dolce e
malinconica attrice, Claire , moglie trascurata e dall’ego fragile di
Ron , che stringe con la ragazza un’amicizia come tra sorelle, a cui si
rivelano segreti e confidenze; una cinica emigrata russa, Rena , affamata
di soldi.
Astrid si trova ogni volta catapultata in mondi diversi e difficili, che
mano mano la induriscono e la rendono cinica.
Anche dal carcere, Ingrid riesce a dominare completamente la figlia:
riversa su di lei tutte le sue aspirazioni, le instilla il terrore per la
mediocrità, nella convinzione che solo loro due siano persone davvero ‘speciali’,
diverse da tutte le altre. “Mia madre era la donna più bella che avessi mai
visto. Ma anche la più pericolosa”. Solo attraverso l’affrancamento da
Ingrid, la comprensione e il perdono, Astrid riuscirà a crescere e
maturare, solo quando, dolorosamente e per sopravvivere, prenderà atto che
proprio la madre è la sua più vera nemica.
“Oleandro bianco” è stato consigliato negli Stati Uniti nel
famosissimo talk show quotidiano di Oprah Winfrey, la più nota
conduttrice televisiva americana, la prima donna di colore multimiliardaria
(guadagna circa 97 milioni di dollari all'anno).
É un libro inquietante, di donne ma non solo per le donne, che analizza il
difficile rapporto madre/figlia, spesso fatto di rivalità e gelosie, spesso più
forte di qualsiasi catena e che talora si rivela dannoso per compiere il salto
nell’età adulta. Sulla difficoltà di crescere, con tutti gli ostacoli e i
pericoli che comporta, ma anche un sull’affido.
L’oleandro bianco è un fiore all’apparenza fragile, in realtà pericoloso,
perfetta metafora per il personaggio di Ingrid, che agisce come un veleno
per chi le sta attorno, specialmente per la figlia. Così dice Ingrid alla
figlia: “La solitudine è la condizione umana. L’amore ci umilia, l’odio ci
può cullare”.
1. E' necessario avere un account
su Splinder, utilizzando il nick del vostro personaggio.
Se avete già un'iscrizione a Splinder non è importante. Basta che facciate il
logout e clicchiate crea nuovo blog: vi servirà solamente una nuova e.mail
funzionante!
2. Leggendo i post degli altri personaggi avrete una maggiore conoscenza
di quello che succede agli altri personaggi.
In questo modo la storia sarà più legata e potrete interagire meglio con gli
altri personaggi del blog.
3. La domanda di iscrizione va compilata in ogni sua parte.
4. Nel caso un personaggio non posti per più di due mesi verrà
automaticamente spostato nel Png. Il proprietario potrà ovviamente riprenderne
la proprietà, se desidera. Se non volete più giocare prego comunicarcelo,
nessuno vi picchia, promesso.
5. E' obbligatorio compilare il form di iscrizione in ogni sua
parte. Ogni richiesta che non lo rispetta non verrà presa in considerazione.
6. Questo GdB si svolge dopo che Ingrid è uscita di prigione, pertanto
cercate di attenervi a questa regola!
7. Ogni personaggio ideato da Janet Fitch ha un carattere stabilito,
siete pregati per cui di non modificarlo. Ad esempio Ingrid non diventerà la
suocera perfetta, carina e gentile di Paul. Mai, capito, mai!
8. Dopo che Ingrid è uscita di prigione i vari personaggi sono sparsi per
il mondo per cui se Astrid abita a Berlino e Rena si è trasferita in Russia è
impossibile che escano a bere un thè tutti i giorni.
9. Non potete uccidere i PG degli altri giocatori nè svolgere azioni
autoconclusive (per maggiori informazioni andate sul forum)
10. Potete iscrivervi al gioco sia con un personaggio presente nel libro
sia con uno a vostra scelta.
11. E' possibile giocare con due PG dopo almeno due mesi di giocate con
un personaggio.
12. Nel form alla domanda Chi è la più bella? per dimostrarmi che avete
letto le regole dovete rispondere Ingrid.
13. come cita la regolina numero quattro, che ormai è morta e sepolta mi
pare, i vostri personaggi NON SONO EROI. (non=avverbio di negazione, per chi
eventualmente non l'avesse capito.)
Ergo: santa pazienza, il vostro personaggio non può salvare il mondo! O essere
strafigo! Se vogliamo giocare divertendoci, non è possibile avere migliaia di pp
(=power player, termine gentilmente fregato dai gdr). Questa è la regola più
severa, occhio, ok?
14. Vi prego in ginocchio, evitate i nomi di personaggi famosi!
I POST
1. i caratteri sono predefiniti. Pertanto, se non volete distruggere la spendida
composizione cromatica del template della Fed, non alterate i colori. Basta non
selezionarne nessuno nel momento in cui scrivete il post.
2. analogamente, anche il font è automatico, di conseguenza scrivete i vostri
post o direttamente su splinder, o nel blocco note. NON in word o simili.
Ovviamente, se sbagliate basta comunicarlo a noi, che provvederemo a cambiare
tutto.
3. evitate immagini, a meno che non siano parte integrante del post (ad esempio
foto o disegni.)
4. nei dialogi utilizzate "" oppure «». Nient'altro.
Posso iscrivermi
con un personaggio già presente nel libro?
Certo che puoi!
Con quanti personaggi posso iscrivermi?
Con uno inizialmente. Dopo due mese di frequenza potrai sceglierne un altro, ma
devi sempre parlarne prima con una delle amministratrici.
Posso uccidere un personaggio del gioco?
Non puoi assolutamente uccidere i personaggi inventati dagli iscritti al gioco.
Invece per i personaggi del libro inserisci una discussione nel forum e ne
potremo parlare.
Devo iscrivermi su Splinder con il nome del mio personaggio?
Certamente! Pensa se tu fossi Ingrid e avessi come nick
bambolina91 !
Come faccio ad iscrivermi?
Devi compilare il form e inviarlo all'e.mail sopraccitata.
none.
Astrid
Magnussen era una ragazzina di quindici anni e viveva in California quando sua
madre Ingrid, una bellissima poetessa, uno spirito libero viene incarcerata con
l'accusa di aver avvelenato il suo amante. Astrid così dovette cambiare diverse
famiglie affidatarie, una più disastrata dell'altra e ebbe esperienze che non
possono assolutamente essere definite piacevoli: amore proibito, religione,
avvicinarsi alla morte, droga, autolesionismo tutto questo perchè voleva essere
amata. In questi anni rimase in contatto con la madre tramite lettere che quest'ultima
le spediva dalla prigione. Dopo nove anni la madre uscì di prigione, ma Astrid
non volle tornare da lei si trasferì a Berlino con il suo fidanzato, Paul
Trout. E mentre ciò che Ingrid voleva tramandare a sua figlia il potere di
resistere, Astrid voleva solo insegnare a sua madre ad amare.
Ora Astrid vive ancora a Berlino con Paul e fin'ora non ha più ricevuto notizie
di sua madre.
Ingrid
è una donna forte. Discende dai guerrieri Vichinghi, coloro che hanno
saccheggiato Roma, dice, coloro che appendevano gli dei agli alberi. Bella,
forse troppo: i capelli biondi, quasi bianchi e gli occhi azzurro ghiaccio;
anche vestita di stracci è sempre magnifica. Crudele, forse un po' sostiene che
la solitudine è una condizione umana e bisogna abituarcisi. Uno spirito libero,
una poetessa. Legge le sue poesie sempre vestita di bianco, avvolta in un kimono
respirando i Sant'Ana che riscaldano l'aria della California. Ebbe la figlia
Ingird da un danese che poi la lasciò sola. Un giorni si innamora di un uomo
rozzo, che non avrebbe mai pensato di poter amare, e quando scopre che lui la
tradisce, lo avvelena, con un infuso preparato con Oleandri bianchi. Viene
incarcerata e in nove lunghi anni rimane sempre in contatto con la figlia.
Perfida, manipola una delle madri affidatarie di Astrid che, debole, si suicida.
Astrid non glielo perdonerà mai. Esce dal carcere quando sua figlia ormai ha già
ventun'anni. Una brava avvocatessa riuscì a far credere alla giuria che Barry,
l'amante, fosse accecato dall'amore per Ingrid e che lei avesse dovuto ucciderlo
quasi per legittima difesa. Uscita di prigione non ha mai più visto sua figlia.
- Astrid Magnussen
- Ingrid Magnussen
- Paul Trout
- Rena Gruschenka
- Yvonne
- Niki
- Sergei
- Starr
- Ray
- Carolee
- Michael
- Marvel
- Olivia
- Amelia
- Joan Peeler
more to come